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Castel del Monte di Montella

Castel del Monte di Montella

Un antico centro del potere longobardo, sede di alcune delle famiglie nobili più importanti per la storia locale, oggi è a guardia delle bellezze e delle bontà del territorio.

La felice posizione geografica di Montella, situata alle falde del monte Sassetano, un accidentato rilievo del gruppo del Terimino, ne ha sempre influenzato la storia, come dimostra anche lo stesso nome che altro non è che un diminutivo di "monte". Le condizioni del terreno hanno fatto si che l'abitato di Montella si componesse di diversi casali situati lungo i due assi viari principali, originando diversi nuclei abitativi che furono popolati sin dalla preistoria e soprattutto in epoca romana, come dimostrano i numerosi reperti archeologici che lasciano intenderla città fosse un municipium. Il diminutivo "monte", come già detto chiaro riferimento alla posizione geografica di Montella è stato adottato anche per indicare il castello di origine longobarda che sovrasta l'abitato. Il castello, edificato sui resti di un precedente fortilizio romano, è menzionato per la prima volta in un documento risalente al 762 d.C., sottoscritto dal duca di Benevento Arechi II che ne era il proprietario. Il castello assunse connotati di centro amministrativo e militare entro la metà del IX secolo, in rapporto all'istituzione del Gastaldato di Montella, uno dei sedici facenti parte del Principato di Salerno dopo la sua scissione, avvenuta nell'849 d.C., dal Ducato di Benevento. Per tutto il periodo normanno-svevo, il feudo e il castello furono di proprietà della potente famiglia d'Aquino, che ne ebbero il possesso fino all'inizio del periodo angioino. In epoca normanna il fortilizio originario venne anche recintato da una linea muraria. Durante la burrascosa dominazione angioina, il feudo, pur appartenendo anche ad esponenti di sangue reale non attraversò un periodo di particolare prosperità. Durante questo lasso di tempo il castello venne trasformato in una residenza di piacere nella quale dimorarono, vari personaggi illustri tra i quali, il Principe di Taranto Filippo II d'Angiò, perdendo così la sua funzione di difesa militare. La situazione non migliorò quando nel 1445 il nuovo re di Napoli, Alfonso d'Aragona, scelse Montella come luogo di caccia, tanto che fu costretto ad assegnarla ad un nuovo signore, il nobile spagnolo Garçia Canaviglia. La signoria dei Canaviglia durò fino al 1592 e portò notevoli benefici al territorio di Montella, grazie ad iniziative di carattere sociale, economico e religioso. Esponente di spicco di questo casato fu Troiano, conte di Troia e Montella, grande mecenate e protettore di letterati della Napoli del tempo, tra cui Jacopo Sannazzaro, oltre promotore di iniziative proto-industriali nelle città di Montella e di Bagnoli Irpino. Nel 1528, tuttavia, il castello venne assediato dalle truppe del generale francese Lautrech subendo gravissimi danni che costrinsero i feudatari ad abbandonarlo. Così rimase per lungo tempo, fino all'avvenuto restauro dei suoi resti che ha reso fruibile la struttura. L'originaria costruzione aveva il suo centro nel donjon, la torre-mastio. Di forma cilindrica e scarpato, il donjon, è realizzato, come tutte le strutture del castello, con conci di calcare locale sbozzati e legati da abbondante malta. Privo della copertura, che era strutturata sulla volta ribassata dell'ultimo livello, risulta articolato su quattro piani di cui il terzo e quarto abitati, il secondo destinato a dispensa e il primo occupato da una grande cisterna. L'accesso al donjon avveniva mediante una scala o passerella in legno, che raggiungeva la porta, posta al terzo livello, ove vi erano i servizi igienici, il lavabo e due grandi camini con canna fumaria. I muri di cinta sono dotati di camminamento di ronda con merli, parzialmente nascosti alla vista da una soprelevazione. Due torri sorgono ai lati della porta sud-est: la prima è semiellittica e scarpata, mentre l'altra, a pianta rettangolare, appare articolata su due livelli, ricavati nello spazio tra le due cinte murane. Presso quest'ultima torre, lungo il lato nord-ovest della cinta muraria esterna, si trovano i resti del palatium che, tra XIII-XIV e XV secolo, ospitò i feudatari di Montella. Castel del Monte è stato per secolo il guardiano di un comune irpino dalla ricca storia, importante centro del potere longobardo e successivamente sede di illuminati signori, e ancora oggi custodisce i grandi tesori di questa terra che sono soprattutto le sue eccellenze naturali e gastronomiche, come i rinomati tartufi, i gustosi prodotti caseari e le imperdibili castagne del prete.


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