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Il Castello Ducale di Bisaccia, rifugio di letterati.

Il Castello Ducale di Bisaccia, rifugio di letterati.

Un maniero antico, nato per presidiare confini e trasformatosi nel tempo in luogo ospite di arte e cultura.

Al tempo delle lotte tra Longobardi e Bizantini, lungo il tracciato dell'antica via Traiana e della via Appia, sorgeva un'imponente linea difensiva al confine tra la Puglia e la Basilicata. Le fortificazioni principali di questa struttura erano quelle di Ariano Irpino e Sant'Angata di Puglia, ma l'avamposto bizantino più avanzato sul fronte occidentale era il cosiddetto Castrum Byzacium o Byzantii, quello che oggi corrisponde al centro storico del Comune di Bisaccia. Il centro storico, distaccato dal paese moderno, costruito sulla base di un piano regolatore varato nel 1930 a causa dei frequenti terremoti, si sviluppò attorno al castello medioevale di origine longobarda. Il primo nucleo della fortificazione fu edificato probabilmente da Arechi I su di un preesistente fortilizio di epoca augusteo già citato da Orazio. Il principe longobardo lo costruì dopo la tregua del 598 d.C. concordata tra Longobardi e Bizantini sotto il patrocinio di Gregorio Magno. Negli scavi condotti al Castello di Bisaccia è stata messa in luce una parte dell'impianto originario del fortilizio longobardo e una cappella castrense fornita di abside, destinata al presidio bizantino dell'epoca. Le prime notizie certe del castello risalgono al 1087, quando ne era proprietario un certo Roberto, cui successe Riccardo. Durante la dominazione normanna il feudo fu concesso da Ruggiero II al suo milite Guglielmo di Bisaccia. Nel 1230 il feudo apparteneva a Riccardo di Bisaccia, giudice imperiale, letterato e umanista, che però lo perse nel 1246 poiché implicato nella congiura di Capaccio, ordita contro Federico II di Svevia. Il maniero venne poi ristrutturato e ampliato da Federico II e ospitò spesso la fastosa corte imperiale e la famosa Scuola Siciliana. A bisaccia, l'Imperatore praticava la caccia col falcone sul Formicoso, altopiano ricco di selvaggina, che egli volle chiamare Monte Sano per la purezza della sua aria. Nel 1255 Il castello di Bisaccia ospitò Manfredi in fuga dagli Angioini. Caduta la Casa Sveva, il guelfo Riccardo II, nipote del giudice, riebbe nel 1269, grazie a Carlo D'Angiò, il possesso del feudo e del castello che passò poi ai suoi eredi. Nel 1419 il castello apparteneva ad Albanese Picciolo, da cui poi passò a Giacomo della Marra, celebre capitano di ventura che lo perdette per tradimento. Agli inizi del XVI bisaccia appartenne a Niccolò Maria de Somma e successivamente ai suoi nipoti. Nel 1528, poi, il principe d'Orange, viceré del regno, assegnò il feudo ad Alfonso d'Avalos de Aquino, marchese di vasto, che cinque anni dopo lo cedette a Giovani Battista Manso. A lui, nel 1567, successe il figlio primogenito, Giulio, e quindi, a sua volta, il figlio di questi, Giovanni Battista II, noto letterato e mecenate che, nel 1588, ospitò nel castello, l'amico Torquato Tasso, allora infermo di mente. Dopo vari passaggi di proprietà il paese e il castello divennero proprietà di Ascanio Pignatelli, poeta molto conosciuto all'epoca che ottenne, nel 1600, il titolo di Dica di Bisaccia da Filippo II di Spagna. La famiglia Pignatelli tenne il feudo fino al 1809 e il titolo ducale fu devoluto dalla Corte Regia, nel 1851, a un loro lontano parente: Carlo Gabriele Maria Sostene, conte de la Rochefoucald. Il Castello Ducale di Bisaccia è forse il maniero irpino dove è più evidente il sostanziale passaggio della funzione dell'edificio da struttura difensiva, caratterizzata dall'alta e possente torre dotata di ponte levatoio, a residenza signorile che, con il cessare delle minacce di confine, ospitò illustri letterati e fu visitata, anche in tempi più recenti, da famosi personaggi. Il 2 marzo 1875 Francesco De Sancitis, irpino originario di Morra considerato uno dei padri della lingua italiana, durante il suo viaggio elettorale si fermo nella "Bisaccia gentile", visitando la "stanza del Tasso" e ammirando lo splendido panorama circostante: " una vista infinita di selve e di monti così sfumati, così fluttuanti che parevano nuvole...".

 

Il Museo Archeologico Comunale

Il Castello di Bisaccia venne acquistato dal Comune l'8 settembre 1977 e divenne ben presto protagonista di un interessante progetto di restauro, il quale prevedeva di ospitare all'interno dei quarantadue locali che caratterizzano la struttura un museo archeologico che ospitasse i reperti rinvenuti sulla collina di Cimitero Vecchio. Il Museo venne inaugurato nel maggio del 2009 e si sviluppo lungo il piano terra del maniero, articolandosi in un perso corso cronologico il cui obiettivo è quello di ricostruire la storia di Bisaccia in età protostorica e arcaica attraverso i corredi delle numerose sepolture tombali scoperte nell'area. Un interessante percorso alla scoperta delle origini del popolo irpino.


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Il Castello Ducale di Bisaccia, rifugio di letterati.
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