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Lauro il castello che vive

Lauro - Castello Lancellotti

Porta d'accesso all'Irpinia, il Castello Lancellotti è un maniero ancora oggi vivo che accoglie tra le sue mura chi desidera scoprirne il glorioso passato.

Abituati a vivere in città, lontano da spazi aperti e incontaminati, a volte ci si abitua a non incontrare spesso il colore verde di piante e alberi, confinato magari su piccoli terrazzi e balconi o in aree recintate con la pretesa di giardino. Eppure, non lontano da Napoli, anzi, più vicino di quanto si creda, si trova la porta d'ingresso al territorio verde per eccellenza: l'Irpinia. Provenendo da Napoli si accede a questo angolo di Campania spesso dimenticato, attraverso un suggestivo borgo, Lauro, un piccolo comune di circa 3.500 abitanti. Lauro dà il nome all'intero Vallo circostante e, a partire dal Medioevo sino all'età napoleonica, il borgo, con il suo castello, fu un importante feudo marchesale per la sua posizione strategico-militare, lungamente oggetto di contesa nell'avvicendamento e consolidamento delle varie dinastie in Campania. Lauro fu dominio del principato di Benevento e poi di quello di Salerno e di Capua. I normanni lo conquistarono nel 1057 con Riccardo I Drengot, conte di Aversa; fu poi elevata a contea da Ruggiero il Normanno per essere donata a Roberto Sanseverino tra il 1115 ed il 1119. Fu dunque feudo dei Sanseverino fino al 1212, quando entrò in possesso di Federico II di Svevia, il quale la donò prima a Pietro di Sangermano e poi a Giovanni di Lauro. Nel 1232 la contea tornò ai Sanseverino e appartenne in seguito a Guglielmo di Beaumont, a Bertrando Del Balzo, conte di Avellino, ed infine agli Orsini conti di Nola, che la conservarono fino a quando ad Enrico Orsini furono confiscati i beni per aver preso parte alla congiura dei Baroni contro Carlo V. Nel 1541 Lauro fu venduta per circa 12.000 ducati a Scipione Pignatelli, finché nel 1632 venne acquisita dai marchesi Lancellotti che la tennero fino all'abolizione della feudalità (1806). Nel 1799, l'intero abitato uscì quasi indenne dall'incendio appiccato dalla truppe francesi, giunte nel Vallo per punire la posizione assunta dalla popolazione nei confronti della Repubblica Partenopea. Il castello, che conserva il nome dei suoi ultimi proprietari, non ebbe, invece, la stessa fortuna e venne completamente bruciato per poi essere ricostruito nel 1872, così come appare oggi, dal principe Filippo Massimo Lancellotti. Fu inaugurato in quello stesso anno nel giorno della festa dei santi patroni il 25 agosto, e si presenta in uno stile architettonico composito gotico, rinascimentale, neoclassico, barocco. Certamente il castello, che fu costruito in epoca non documentata, ma la cui esistenza è certa già nel X secolo, quando comincia a diffondersi il toponimo di "Castel Lauri", ad indicare il paese di Lauro, fu ampliato e restaurato dalla famiglia Pignatelli dopo il 1582. Si tratta di un complesso monumentale a pianta trapezoidale con circuito di mura merlate, al quale si accede attraverso un portale ad arco che immette in un ampio cortile. Qui sono visibili due torri quadrate, una delle quali caratterizzata da un'abbondanza di elementi architettonici particolari, come finestre barocche, feritoie, archi, merli e caditoie. Alla destra del portale ligneo rinascimentale, è la scuderia che conserva una notevole statua seicentesca. Sul fondo un piccolo portale introduce al giardino segreto, mentre alle spalle sono situati la cappella di famiglia e parte degli appartamenti privati. Di fronte al viale un breve ponte unisce la corte alla dimora in cui si aprono vari ambienti privati: la sala della musica, la cappella, la sala d'armi, il salone rosso, la farmacia e la biblioteca. Oggi, questi splendidi ambienti rivivono, grazie alla disponibilità dell'attuale proprietario, il Principe Pietro Massimo Lancellotti, e all'impegno dell'Associazione Pro-Lauro che porta avanti ambiziosi progetti di valorizzazione, come l'evento "Lumina in Castro", giunto questa estate alla sesta edizione. Un evento particolare, il cui scopo è far assaporare ai visitatori che in quel periodo affollano le sale e i cortili del Castello Lancellotti un po' dell'atmosfera che si respirava nell'antico medioevo, tra arditi scontri in duello, poesie di bardi, e giochi di dame. Un luogo, dunque, non abbandonato al suo destino, ma curato e aperto ai visitatori durante tutto l'anno, location per eventi culturali e privati, un piccolo angolo d'Irpinia che rivive i fasti e gli splendori di un tempo.

Tratto da: L'Espresso Napoletano - anno 11 - n° 11 - novembre 2011


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