Iscriviti alla nostra mailing list

Castello di Gesualdo

Gesualdo - Castello Longobardo

Datazione: VII secolo

Patria del principe
dei musici

Nonostante non vi sia piena concordia tra gli studiosi nello stabilire la precisa data di fondazione, il castello di Gesualdo, attorno al quale si sviluppò il borgo, sorse di certo in epoca longobarda con chiara funzione difensiva. Pur essendo stato abitato da importanti famiglie nobiliari, la fama del castello è legata indissolubilmente al principe Carlo Gesualdo, considerato da molti il più grande rappresentate della musica madrigalistica del Cinquecento. Il principe è noto anche per essere stato l'artefice del brutale assassinio della prima moglie, la cugina Maria d'Avalos, scoperta in flagrante adulterio con il duca d'Andria e conte di Ruvo, Fabrizio Carafa, a seguito del quale si ritirò proprio a Gesualdo. Fu Carlo Gesualdo ad imprimere i maggiori cambiamenti alla struttura del castello, già danneggiato dagli aragonesi intorno alla seconda metà del XV secolo e ricostruita nel 1470. Il principe, in occasione delle seconde nozze con Eleonora D'Este, fece trasformare la fortezza in un'elegante residenza signorile, aggiungendo all'impianto originario il cortile e la loggia della torre meridionale, nuovi appartamenti e cucine, stanze e gallerie con pitture manieriste e fiamminghe, la Sala del Teatro, giardini e fontane. La struttura, nonostante le parziali demolizioni subite in seguito al saccheggio del 1799 ad opera delle truppe francesi, mostra ancora oggi l'impianto rinascimentale voluto dal principe Gesualdo.

 

Il territorio
Gesualdo si erge su una collina situata tra le valli del Fredane e dell'Ufita, in un territorio abitato sin dal Paleolitico inferiore, e deve il suo nome al barone longobardo che, in epoca Medioevale, ebbe queste terre in feudo. Il territorio conserva alcune delle tracce più antiche di civiltà in Irpinia: oltre ad alcuni strumenti in selce, nell'area è stata ritrovata una necropoli con tombe a fossa contenenti ricchi corredi funebri risalente all'Epoca Eneolitica. Di epoca romana, invece, sono alcuni resti di ville rustiche, iscrizioni e altri elementi architettonici. Il borgo, oltre che nel castello, ha il suo simbolo nel cosiddetto Cappellone, risalente al XVIII secolo. Le chiese di Gesualdo custodiscono importanti testimonianze storico-artistiche, come il "Perdono di Carlo Gesualdo", dipinto da Giovanni Balducci nel 1609, e conservato nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Annesso alla chiesa è il Convento dei Cappuccini, con un bel chiostro centrale con portici, una ricca biblioteca e preziose opere d'arte. Di grande importanza sono anche la Chiesa del Santissimo Rosario, edificata nel 1642, e la Chiesa di San Nicola, risalente alla metà del XVIII secolo. Notevole, infine, la Fontana dei Putti, sulla cui facciata si trova lo stemma dei Gesualdo tenuto da due cherubini.

 

Come arrivare a Gesualdo
Da Roma: Autostrada A1 MI-NA direzione Napoli, proseguire su A16.
Uscita Grottaminarda, proseguire per SP36 fino a Gesualdo.
Da Bari: Autostrada A14 BO-TA direzione Bologna, proseguire su A16.
Uscita Grottaminarda, proseguire per SP36 fino a Gesualdo.


Questo sito utilizza i cookie: cliccando su OK o proseguendo nella navigazione si acconsente all'utilizzo dei cookie.