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Senerchia Castello Normanno

Senerchia - Castello Medievale

Datazione: incerta

Ruderi
avvolti nel mistero

Secondo la tradizione, il castello di Senerchia, posto su uno sperone roccioso del Monte Croce, sarebbe stato fondato in epoca longobarda o normanna. Non è improbabile, tuttavia, che entrambe le popolazioni, succedutesi nel dominio dell'area, abbiano costruito l'edificio ampliando una costruzione presente al tempo delle popolazioni irpine. L'assenza dei merli sul mastio sta a dimostrare, comunque, che il castello esisteva già nel IX secolo. Solo dopo questo periodo, infatti, fu ripristinato l'utilizzo dei merli, pratica già introdotta dai romani. La storia certificata del castello comincia solo nel 1230, quando proprietaria ne era una tale Giovanna. Fino alle seconda metà del Cinquecento il castello passò nelle mani di vari signori, fino a divenire proprietà della famiglia Porzio, da cui passò a Ferrante Rovito e da questi ad Antonio della Marca, la cui famiglia governò Senerchia fino alla fine del Seicento. Nel Settecento il castello passò ai Guerritore, che ne rimasero padroni fino al 1730, quando subentrò la nobile famiglia Macedonio, ultimi signori di Senerchia. Dell'originaria struttura del castello di Senerchia, tipica di strutture medioevali simili, dotate di mura esterne, un mastio e un edificio residenziale, sono visibili solo poche tracce. Sono visibili proprio i ruderi delle mura di cinta e la grande torre centrale, attorno ai quali si trovano anche i resti del nucleo antico del paese, completamente abbandonato dopo il sisma del 1980.

 

Il territorio
L'abitato odierno di Senerchia sorge alle falde del Monte Polveracchio, sulla riva destra del fiume Sele ed è costituito da pittoreschi rioni. Incerta è l'origine del nome, che secondo alcuni deriverebbe dal latino Sinus Herculis (Seno di Ercole). Pur essendo già abitata dai Picentini, l'area si sviluppò solo con l'arrivo dei Longobardi. La strada principale del paese ospita un edificio storico detto La Corte, antica sede del tribunale, danneggiato dal terremoto del 1980. Non lontano si trova una piccola cappella dedicata alla Madonna delle Grazie, ricavata in un'ampia nicchia scavata nella roccia e chiusa da un cancello di ferro che protegge l'immagine in maiolica della Vergine. Nel centro storico è visibile il Seggio, ossia il portico dove, nel XVII secolo, aveva sede il banco del gabelliere che vi esercitava le funzioni doganali. Alcuni dei più importanti edifici religiosi di Senerchia sono stati purtroppo distrutti anch'essi dal terremoto del 1980: la Chiesa di San Francesco, la Parrocchiale del Santissimo Rosario e la Chiesa di San Michele Arcangelo, che rappresentava il vero gioiello artistico del comune. Ha resistito la Chiesa di Sant'Antonio, che conserva un bell'altare in marmo e un pavimento maiolicato del XIX secolo.

 

Come arrivare a Senerchia
Da Roma: Autostrada A1 MI-NA direzione Napoli, proseguire per E45/
A3/Reggio Calabria. Uscita Contursi continuare per SS691 fino a Senerchia.
Da Bari: Autostrada A14 BO-TA direzione Bologna, immettersi su A16.
Uscita Lacedonia e proseguire su SS691 fino a Senerchia.


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