Iscriviti alla nostra mailing list

Irpinia, museo di castelli a cielo aperto

Da giugno un percorso didattico-espositivo ideato dal graphic-designer Ottaiano

Raccontare e promuovere la provincia di Avellino attraverso il suo ricco e prezioso patrimonio castellare. Sarà presentato in anteprima domani alle 10.30, nel seicentesco Complesso residenziale dei Caracciolo di Casalbore, il percorso didattico-espositivo di quello che sarà da giugno il "Museo dei Castelli", ideato dal graphic designer Giuseppe Ottaiano in collaborazione con l'amministrazione comunale e l'associazione culturale "Terre di Campania".

"L'intento - spiega Ottaiano - è di creare un punto vivo di attrazione e di animazione territoriale, un vero e proprio mezzo di comunicazione capace di raccontare, soprattutto ai giovani, la storia, le leggende e tutti gli altri elementi tradizionalmente collegati alla vita che un tempo ruotava attorno alle corti degli antichi manieri dell'entroterra campano. Il presupposto è di contribuire a fare turismo attraverso la fruibilità di un innovativo museo permanente che valorizzi l'Irpinia attraverso il linguaggio delle immagini".

Della stessa idea è il primo cittadino di Casalbore, Raffaele Fabiano, che afferma: "Puntiamo su questo progetto perché siamo convinti che i castelli e le roccaforti della terra di Mezzo possono diventare degli ottimi attrattori turistici e aiutarci ad articolare un'offerta culturale più ampia, che possa dare importanza anche alle risorse naturalistiche e alle eccellenze enogastronomiche del territorio provinciale. L'intento è fare turismo. La scommessa, senz'altro, è di entrare in un circuito turistico più ampio di quelli provinciale e regionale".

Il "Museo dei Castelli" di Casalbore sarà composto da circa centocinquanta immagini dedicate a oltre cinquanta siti d'incastellamento irpini, alle quali andranno ad affiancarsi gli innumerevoli scatti di Giuseppe Ottaiano che hanno contraddistinto, fino a oggi, la sua mostra fotografica itinerante "Castelli d'Irpinia: immagini come appunti di viaggio".
Lo spazio espositivo sarà articolato in tre aree distinte e complementari e visibile al pubblico dalle 10.30 alle 13 e dalle 17 alle 20, a partire da giugno. "Dalla sala dedicata alla mostra fotografica - spiega Giuseppe Ottaiano - si aprirà un suggestivo percorso didattico che svelerà la vita di corte dei castelli dell'Irpinia, coinvolgendo i visitatori in un insolito viaggio nel Medioevo. Una terza sala, invece, ospiterà esposizioni tematiche temporanee".

Nell'incantevole Palazzo dei Caracciolo e nella Torre normanna di Casalbore, i visitatori avranno la possibilità di scoprire i castelli di Ariano, Avella, Casalbore, Montoro Inferiore, Torella dei Lombardi, Monteverde, Montemiletto, Lapio, Rocca San Felice, Savignano, Manocalzati e Monteforte, dove dimorò per anni l'assassino del figlio del re Riccardo d'Inghilterra, Enrico di Cornovaglia. A questi si affiancano quelli di Montefredane, Ogliara, Serino, San Barbato, Prata e Tufo, che presidiavano un tempo la Valle del Sabato e la Pianura di San Giorgio del Sannio, e tanti altri ancora che, nel corso dei secoli, hanno perso il loro carattere difensivo e militare per diventare palazzi residenziali. Tra questi, il Castello longobardo di Montella, dove soggiornarono Filippo II d'Angiò e il re Alfonso d'Aragona; il Castello dei Susanna a Zungoli, appartenuto al re di Spagna, Carlo III; il Castello di Sant'Angelo dei Lombardi, dimora dei Caracciolo; il Castello della Leonessa a San Martino Valle Caudina, antica residenza dei Pignatelli; il Castello ducale di Bisaccia, che deve la sua fama al celebre poeta Torquato Tasso; il Castello aragonese di Bagnoli Irpino, dimora di nobili famiglie come gli Sforza e i Cavaniglia; il Castello di Gesualdo, dove si rifugiò a fine Cinquecento il principe di Venosa, Carlo Gesualdo; il Castello di Lauro, dimora di alcune delle più illustri casate storiche italiane, come i Sanseverino, i Del Balzo, gli Orsini e i Lancellotti.

"Con il "Museo dei Castelli" - spiega il graphic designer mariglianese - cercheremo di creare un filo conduttore trasversale del sistema territoriale, su cui sviluppare un percorso di valorizzazione integrata con più ampie prospettive in termini di attrattività culturale e turistica, visibilità, competitività e qualità urbana e rurale. Tale finalità sarà facilmente raggiungibile con una valida cooperazione tra le istituzioni, l'associazionismo e l'imprenditoria e ovviamente superando certe gelosie e quelle logiche campanilistiche ridicole e fuori tempo".


Questo sito utilizza i cookie: cliccando su OK o proseguendo nella navigazione si acconsente all'utilizzo dei cookie.