Iscriviti alla nostra mailing list

L'Irpinia nelle meraviglie dei Castelli

Dall'Irpinia alla Puglia, dalla terra di mezzo tra il Tirreno e l'Adriatico all'unica area d'imbarco per l'Oriente nel Medioevo. Un passaggio obbligato per il graphic designer Giuseppe Ottaiano, impegnato a promuovere, sotto l'egida dell'Ept di Avellino, il patrimonio castellare dell'entroterra campano con la mostra fotografica itinerante «Rocche, fortezze e castelli in Irpinia». Ad ospitarla, da oggi a martedì 13, sarà il Castello svevo di Bari, costruito nel XII secolo da Ruggero il Normanno e poi restaurato e ingrandito da Federico II.

La mostra, comprendente circa 150 scatti di fortezze e roccaforti irpine, è il prodotto di un'originale ricerca iconografica che l'autore ha svolto, in tre anni, nell'area che va dai Monti Picentini sino al confine con la Puglia. Alla base di quest'interessante e prezioso reportage fotografico, come spiega l'autore, «la volontà di raccontare, attraverso il linguaggio delle immagini, un patrimonio architettonico unico e di grande valore».
Il percorso espositivo porterà a scoprire i castelli di Ariano, Avella, Montoro Inferiore, Torella dei Lombardi, Monteverde, Montemiletto, Lapio, Savignano, Manocalzati, Quaglietta e Senerchia. A questi si affiancano quelli di Montefredane, Ogliara, Serino, San Barbato, Prata e Tufo, che presidiavano un tempo la Valle del Sabato e la Pianura di San Giorgio del Sannio, e tanti altri ancora che nei secoli hanno perso il loro carattere difensivo e militare per diventare palazzi residenziali. Tra questi, il castello longobardo di Montella, dove soggiornarono Filippo II d'Angiò e il re Alfonso d'Aragona; il castello dei Susanna a Zungoli, appartenuto al re di Spagna, Carlo III; il castello di Sant'Angelo dei Lombardi, dimora dei Caracciolo; il castello della Leonessa a San Martino Valle Caudina, antica residenza dei Pignatelli; il castello ducale di Bisaccia, che deve la sua fama al celebre poeta Torquato Tasso; il castello aragonese di Bagnoli, dimora di nobili famiglie come gli Sforza e i Canaviglia; il castello dei principi Biondi di Morra De Sanctis e quello di Lauro dei Lancellotti.
«L'iniziativa dell'Ept di Avellino – afferma il vice presidente della Giunta regionale con delega al turismo e ai beni culturali, Giuseppe De Mita – rappresenta un momento significativo di valorizzazione e di promozione territoriale fuori dai confini provinciali e regionali. Gli scatti di Ottaiano restituiscono l'immagine di un territorio, quello irpino, caratterizzato da importanti testimonianze storiche, da un profilo urbanistico di un certo rilievo e che è capace di mettere a frutto queste presenze architettoniche dentro un contesto moderno». «Sotto il profilo turistico – sottolinea De Mita, che stamane presenzierà la cerimonia d'inaugurazione – l'Irpinia può guardare con ottimismo a un turismo definito di prossimità, che metta insieme il patrimonio culturale e artistico, dando vita a un'offerta turistica reale, non gonfiata da attività di marketing territoriale spesso avulse dal contesto di riferimento, e che è in grado di attirare flussi turistici di qualche rilievo».

«La mostra – spiega il commissario straordinario dell'Ept di Avellino, Loredana Conti – è da leggere come uno di quei segnali forti che cercano di rompere una pericolosa tendenza all'immobilismo. L'intento non è solo di attrarre il turista-visitatore, ma anche di prendere coscienza di tutto il potenziale culturale del territorio irpino, cercando di coniugare tesori d'arte e d'architettura, bellezze naturali e tradizione enogastronomica attraverso un nuovo percorso di sviluppo turistico». Della stessa idea sono il critico cinematografico Valerio Caprara, amministratore unico della «Film Commission» della Regione Campania, secondo il quale «i manieri irpini possono acquisire una grande importanza come location per produzioni cinematografiche e documentaristiche di qualità», e lo studioso irpino Giovanni Coppola, ordinario di Storia dell'architettura al «Suor Orsola Benincasa» di Napoli, che aggiunge: «La messa in rete dei castelli valorizzerebbe e renderebbe fruibile l'intero patrimonio storico-artistico della nostra provincia, rafforzandone l'offerta dei servizi con più ampie prospettive in termini di attrattività culturale e turistica. Un progetto ambizioso, ma non difficile se riusciamo a creare una rete sinergica con le istituzioni, l'associazionismo e l'imprenditoria».


Questo sito utilizza i cookie: cliccando su OK o proseguendo nella navigazione si acconsente all'utilizzo dei cookie.